La Fondazione del Garden Club di Bologna:
Camilla Malvasia e la sua città
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Figlia di un nobile bolognese e nipote di una cantante lirica di origini ungheresi, Camilla Malvasia riuniva nella sua figura le doti inconfondibili di donna bella, colta ed intelligente. Di lei colpivano gli occhi azzurri, i capelli biondi, quell’incedere elegante… Ma non bisognava fermarsi all’aspetto esteriore. I suoi pregi erano più profondi: emancipata e moderna, nonostante la rigida educazione ricevuta, coltissima e con la volontà di spaziare sempre di più in tutti i campi del sapere. Politicamente all’avanguardia, nel raccogliere nel suo salotto letterario in viale Gozzadini l’intellighenzia bolognese degli anni ’70: nomi che hanno fatto la storia della nostra città e che l’hanno aiutata nella fondazione del Garden Club di Bologna. C’erano i Berti Arnoaldi Veli, i Campos Venuti, i Vivaldi, i Montini, i Masé Dari, Eugenio Riccomini, Andrea Emiliani, il sindaco Renato Zangheri, Giorgio Festi, Cesare Gnudi, Leone Pancaldi, Vincenzina Stame, Francesco Corbetta, Alessandro Chiusoli, Giorgio Morandi, Indro Montanelli con Colette Rosselli. I due piccoli Morandi di fiori, che erano appesi nel suo salotto, ora sono al Museo Morandi, ed in questo dono alla città, Camilla ha voluto ripetere il gesto del suo amico Cesare Gnudi.

Doveva essere concertista di pianoforte, la contessa Camilla Malvasia, e l’amore per la musica non l’ha mai abbandonata. Ha fatto parte del Consiglio del Teatro Comunale negli anni ‘80 e si è impegnata sempre per la sopravvivenza della cultura musicale a Bologna.

Dopo aver fondato il Garden Club di Bologna, si delineava negli anni seguenti la sua altra strada: l’amore per la decorazione floreale e i fiori recisi. Fu la prima a portare in Italia l’idea di una scuola di composizioni floreali come aveva imparato in Inghilterra, patria del flower arrangement.

Come decoratrice floreale ha vinto il 1° premio nei concorsi di Trieste (1959), Flor ’61 Torino, Milano (1962) e i suoi articoli e saggi sono stati pubblicati su “La Cucina Italiana” (1965), “Il grande libro della casa” (1967), “Arianna” (1961). I libri “Voi e i fiori” (1964) e “Fiori di Carta” (1981) sono ancora oggi validissimi testi di consultazione e di ispirazione.