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Paesaggi narrati
Fiori e parole raccontano una regione
Introduzione
Ogni anno il Garden Club Camilla Malvasia organizza una mostra di installazioni floreali in luoghi di grande bellezza e ricchezza storica di Bologna. Quest’anno la mostra è dedicata ai paesaggi dell’Emilia-Romagna coniugati alle parole di chi li ha narrati. Con l’ambizione di confrontarsi con l’idea complessa di paesaggio intrecciando le forme degli immaginari visuale e letterario in un itinerario di reinterpretazione e arricchimento.
I fiori, messaggeri di valori e sentimenti universali, metafora dell’impermanenza del vivente e di una bellezza che può declinare, diventano il linguaggio per esprimere il nesso tra le due forme d’arte in rimandi creativi tesi a cogliere la dimensione profonda, l’essenza, la meraviglia dei paesaggi.
Compositori e compositrici utilizzano fiori e specie vegetali diverse con massima attenzione all’armonia tra forme e colori, e applicano le tecniche floreali alla luce dei principi fondanti del Garden Club di salvaguardia e cura della natura, della biodiversità e della bellezza.
Viste secondo la disposizione nel Quadriportico dell’Archiginnasio, ecco i tratti salienti delle installazioni – che sono corredate da più esaustive schede descrittive leggibili attraverso QR Code e udibili in podcast. Buona visita!
Installazione 1
George Smith e Bologna
Fiorire – è il fine – chi passa un fiore
con uno sguardo distratto
stenterà a sospettare
le minime circostanze
coinvolte in quel luminoso
fenomeno
costruito in modo così intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno –
Colmare il bocciolo –
combattere il verme
ottenere quanta rugiada gli spetta –
regolare il calore – eludere il vento-
sfuggire all’ape ladruncola
non deludere la natura grande
che l’attende proprio quel giorno –
essere un fiore, è profonda
responsabilità –
Frammento 1058, Emily Dickinson
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Installazione 2
Fossi e argini
…celesti giaggioli
sono i fiori più belli della terra,
vere orchidee dei poveri
che nemmeno li guardano
e servono soltanto con le foglie
alle verdi battaglie dei bambini:
con quel colore e quell’odor di cielo
mescolato al colore e all’odore
del mare tra gli scogli,
con i bocciuoli chiusi nei cornetti
di carta velina
come confetti,
e dentro i fiori spogli
quelle sottili lingue
d’un giallognolo ghiaccio peloso
per spazzolare le giubbe
verde smeraldo da postiglione delle cetonie
e giacche di fustagno dei maggiolini…
Iris, Corrado Govoni
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Installazione 3
Una strada di pianura
Per quali strade di campagna vai
nel sole troppo caldo d’ottobre,
la mano chiusa in sé, la luce
a metà del tuo viso, a metà l’ombra?
È il quieto pomeriggio di un bel giorno,
il bel giorno cammina coi tuoi passi
incerti tra le foglie che di ruggine
macchiano i rustici viali dell’Emilia.
da A Giuseppe in ottobre, Attilio Bertolucci
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Installazione 4
Le saline di Cervia
Dev’esserci qualcosa di stranamente sacro nel sale. Lo ritroviamo nelle nostre lacrime e nel mare.
da Sabbia e spuma, Kahil Gibran
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Installazione 5
Il litorale adriatico
Da ragazzo andavo al mare una volta all’anno col carretto tirato dal cavallo, arrivavamo a Igea Marina e l’incontro col mare era l’incontro con l’infinito, un contatto autentico, quasi due animali che non si conoscono e si annusano per la prima volta anche se si tratta di una formica e di un elefante. Avevi lo sguardo lungo dell’astronauta che scopre il pianeta azzurro e la sua mente si allarga per contenere tutto questo spazio e intanto la sua fantasia è come un viaggio.
Da un’intervista a Tonino Guerra
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Installazione 6
La campagna
Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.
E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene.
Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l’aratro in mezzo alla maggese.
Lavandare, Giovanni Pascoli
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Installazione 7
La centrale di Caorso
Noi siamo il paesaggio
Qui non resta che cingersi intorno il paesaggio
qui volgere le spalle.
da Ormai, Andrea Zanzotto
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Installazione 8
I calanchi dell’Abbadessa
Ho visto ciò che una volta era terra solidissima essere mare, e ho visto mari diventati terra; conchiglie marine giacquero lontane dal mare e una vecchia àncora si trovò in cima ai monti. Di quella che era una pianura, il corso delle acque ha fatto una valle, con le alluvioni il monte è disceso al mare.
Ovidio, Metamorfosi XV, 262-267
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Installazione 9
Un giardino a Ferrara
Da qui si vede il Po
Il Fiume, che scorre lontano, sotto il cielo che si fa sempre più grigio, porta con sé il peso di un mondo che sta cambiando, ma il giardino resta intatto.
da Il giardino dei Finzi-Contini, Giorgio Bassani
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