Re e Regine di Fiori

Hiroki Ohara

Discendente di una famiglia impegnata nell’educazione alla composizione floreale tradizionale, nasce nel 1988 e, a causa della prematura scomparsa del padre Natsuki, eredita dal nonno Houn Ohara  il titolo di 5° Iemoto (家元 letteralmente “fondazione di famiglia”), il termine giapponese che indica fondatore o l’attuale maestro di una scuola di arti tradizionali e che si tramanda di padre in figlio.

La nuova visione di Hiroki è particolarmente incentrata sul concetto di Ikebana come forma d’arte in continua evoluzione, che perpetra una continua trasformazione e adattamento ai tempi: pur mantenendo viva la tradizione e concetti fondanti dell’Ikebana, l’obiettivo di un ikebanista deve essere quello di ampliare le possibilità compositive e, per la scuola Ohara, lo scopo è quello di formare i suoi allievi perché  possano creare il ‘proprio’ Ikebana.

La visione di Hiroki è quindi quella di ereditare i precetti della tradizione e, nel contempo, svilupparli per espanderne la gamma espressiva. Secondo Hiroki è necessario armonizzare l’Ikebana allo stile di vita attuale: se, in passato, quest’arte era praticata in ginocchio sul tatami e in abiti giapponesi, oggi la maggior parte dei corsi si tengono in aule e gli allievi sono seduti al tavolo.

Hiroki ha affermato in una recente intervista che “lo stile tradizionale Ohara è stato massimamente completato dai suoi antenati fino alla seconda generazione” , alludendo alla innovazione e alla rivoluzione dello stile Ohara portata alla fine del XIX secolo dalla introduzione del Moribana, uno stile compositivo che prevede che i fiori vengono disposti in un vaso basso. L’utilizzo di una vasca come contenitore per l’Ikebana ha consentito lo spostamento della visuale dell’opera, che non necessariamente si sviluppa in altezza e verso un punto centrale, ma può spaziare in profondità e su un piano.

Dopo la seconda generazione, lo stile Ohara ha continuato ad adattarsi ai tempi e agli spazi moderni in stile occidentale, creando opere che spesso ammiccano all’arte contemporanea. Alcune delle opere di Hiroki sono difficili da ricondurre all’Ikebana classico, quello che ci è più famigliare, per dimensioni – arrivano a lunghezze di parecchi metri – e per la presenza di materiali artificiali.

Nel 2011, Hiroki Ohara ha creato una nuova maniera artistica, l’Hana-kanade (letteralmente ‘fiori offerti’ o ‘offerta floreale’), una forma ideale per gli spazi moderni, che esprime la bellezza delle linee di incrocio tridimensionali.

Quello che però non cambia nell’essenza dell’Ikebana sono la libertà di espressione e la condivisione e, in un’epoca in cui le persone si connettono telematicamente tra loro, lo Iemoto approfitta dei social per promuovere allargare la diffusione e la conoscenza dell’Ikebana e il suo profilo Instagram è visitato giornalmente da migliaia di appassionati di tutto il mondo.